La Sardegna di oggi per la Memoria di domani
 

Quei musei pieni di turisti (e precari)

Le persone in cerca di occupazione in Italia hanno superato da tempo i 3 milioni e in Sardegna sono ormai stabilmente più di 100mila. Nel resto del mondo li chiamano disoccupati (unemployed), perché è la mancanza di un lavoro (perduto o mai trovato) che connota la loro condizione, mentre in Italia – unico caso al mondo – li definiamo sulla base dell’attività di ricerca del lavoro e li chiamiamo appunto persone in cerca di occupazione. Se consideriamo tutti coloro a cui manca il lavoro e che sono disponibili a lavorare, a prescindere dal fatto che lo cerchino più o meno attivamente, le cifre della disoccupazione raddoppiano e arrivano a 6 milioni di persone a livello nazionale e oltre 200mila a livello regionale. A questi bisognerebbe aggiungere anche coloro che hanno un lavoro “da poco” (poche ore, poche tutele, poco reddito) e aspirano legittimamente ad averne uno decente, così arriveremmo a cifre ancora più drammatiche. Insomma, manca una quantità enorme di lavoro e la cosa paradossale è che c’è proprio una quantità enorme di lavoro da fare, anche se non è richiesto dal mercato.

 

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