La Sardegna di oggi per la Memoria di domani
 

Più coperti che abitanti

A Baradili non c’è un negozio di alimentari, non c’è una farmacia, un bancomat e neppure un bar, neanche uno piccolo. Ma ci sono tre pizzerie. A Baradili si contano più coperti che abitanti, letteralmente. Sembra una battuta ma non lo è: una delle pizzerie di questo piccolo centro della Marmilla può registrare fino a 130 presenze a cena – e capita spesso – mentre in paese abitano appena 82 persone. Durante il weekend si può assistere a un fenomeno curioso: la piazza, dove si affaccia la chiesa di Santa Margherita, il santo patrono, e sorge una scultura granitica di Pinuccio Sciola dedicata alle Twin Towers, si riempie di persone e macchine che colmano silenzio e assenze della giornata. Un paradosso ma mica tanto, perché la storia recente del paese – e buona parte delle sue chance di sviluppo presenti e future – è stata determinata dalla cultura del cibo, dall’incontro tra le tradizioni culinarie e i prodotti del territorio e una visione contemporanea della cucina. Frutto di un mix di fortuna e strategia che hanno consentito a Baradili di essere conosciuta non più solo come “il paese più piccolo della Sardegna” ma anche col brand di “capitale sarda della pizza”, con una fama che ormai ha attraversato il mare.

Il corso della storia è cambiato tre anni fa. Nel 2015 arrivò a Baradili L’Accademia di Casa Puddu, scuola di cucina nata a Siddi al secondo piano dell’ex pastificio che ospita il ristorante stellato S’Apposentu dello chef Roberto Petza.

Foto di Alessandro Congiu

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