La Sardegna di oggi per la Memoria di domani

Fabio aveva 17 anni e praticava il basket fin dall’infanzia, quando, durante una delle visite obbligatorie di controllo, il medico si accorse che non aveva la gamba sinistra, ma una protesi. «Non può giocare – gli disse – lei è un pericolo per sé e per gli altri». Fabio, come è comprensibile, ci rimase male. Forse per qualche istante ebbe anche la tentazione di mandare al diavolo quel medico così rigido e pignolo. Alla fine, decise di fare quello che aveva sempre fatto: mandare al diavolo non il medico, ma la disabilità. In questi vent’anni ha continuato a farlo con perseveranza e determinazione. E poco meno di due anni fa ha trasformato quel proposito in un progetto. L’ha chiamato F-yourlimit (www.f-yourlimit.com), dove quella effe sta per “fuck”. Insomma, il progetto di Fabio – se lo traduciamo in italiano senza curarci del bon ton – sta a significare “fotti i tuoi limiti”. Un’espressione forte, ma nient’affatto rabbiosa o risentita: Fabio Secci, sardo di San Gavino Monreale, classe 1982, occhi scuri e un grande sorriso nascosto dietro la barba, è nato con un’agenesia tibiale, ovvero con 17 centimetri in meno nella gamba sinistra.

L’articolo completo di Giulia Piazza nel numero in edicola

 

 

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