La Sardegna di oggi per la Memoria di domani
 

La virtù della sposa e la bontà dei ravioli

Mia suocera mi raccontava sempre che durante s’Incontru, il momento fondamentale in cui le due famiglie dei futuri sposi si incontravano prima delle nozze, le virtù della futura nuora venivano valutate dalla sua bravura nel riuscire a fare culurgiones il più piccoli e belli possibili. Racconto questo piccolo aneddoto per spiegare quanto i culurgiones si intreccino con la vita delle famiglie ogliastrine. Si tratta di di ravioli ripieni, il cui ricamato ricorda molto quello dei ravioli cinesi tipici di una particolare zona della Sardegna (la mia): l’Ogliastra. Oggi sono ormai prodotti e commercializzati in tutta l’Isola, ma ogni famiglia continua a custodire la sua ricetta.

Recentemente i culurgiones hanno ricevuto il prestigioso marchio IGP, marchio attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità dipende proprio dalla sua origine geografica e la cui produzione avviene in un’area geografica determinata; questo prestigioso riconoscimento ha permesso ai culurgiones ogliastrini di affiancarsi ad altre produzioni italiane conosciute in tutto il mondo come: la pasta di Gragnano, i tortellini emiliani e gli agnolotti piemontesi. Gli ingredienti per la loro realizzazione sono tipici della Sardegna : semola, patate e formaggio; tutte le paste sarde come ad esempio le Lorighittas (che hanno in comune con i culurgiones una necessaria maestria per la loro produzione), i Maccarrones de busa, i Malloreddus, sono fatte con la semola percheé fin dall’antichità la Sardegna (così come tutto il Sud d’Italia) era una zona vocata alla produzione del grano duro e questo naturalmente ha influenzato la cucina e il tipo di ricette che si sono sviluppate a partire dalla materia prima a disposizione. La ricetta che vi propongo è la mia personale ricetta di famiglia.

Clelia Bandini

Scritto da