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I giorni infernali del Flumendosa

Gli antichi Romani lo chiamavano Saeprus Sardiniae Flumen, gli abitanti lungo il suo percorso verso il mare lo conoscevano semplicemente come Frumini o Frumendosa. Universalmente è conosciuto con il nome di Flumendosa e, con i suoi 127 chilometri di sviluppo, è il secondo fiume della Sardegna per lunghezza (il primo, con 152 chilometri, è il Tirso), ma è il primo per portata.
Un percorso aspro come le dure rocce paleozoiche che erode da milioni di anni, un’indole maestosa ma spesso imprevedibile e bizzarra, come i territori che attraversa, il Flumendosa ha nobili origini: la linea blu nella mappa comincia, infatti, ai piedi del Gennargentu, nel suo versante sud orientale, precisamente alle pendici della Punta Perdida de Aria, a 1270 metri di quota. Scorre entro le gole profonde e selvagge delle Barbagie, attraversa fitte foreste e poi piega verso sud-est per raggiungere il Mar Tirreno, di cui è un importante tributario.
Le imponenti falesie che dominano le profonde valli, create dell’erosione della miriade di affluenti (il Flumendosa ne ha almeno venti considerando solo i più importanti) prima di gettarsi nell’asta fluviale principale, sono emozionanti, spettacolari, evocano gli scenari dei gironi danteschi.

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