La Sardegna di oggi per la Memoria di domani
 

Fior di pelle. Intervista al tatuatore Pietro Sedda

Pietro Sedda è chino sul braccio di un ragazzo vestito di nero, barba corta e curata, t-shirt e berretto. Nella sala dove lavora non si può entrare. L’attesa si consuma intorno a un tavolo dove sono sistemati magazine e libri d’arte e si viene bombardati da immagini, colori e forme mentre la musica di sottofondo, soundscapes molto rilassati, ha un contrappunto nel ronzio martellante della macchinetta per tatuare. Lo studio è la negazione di qualsiasi idea di minimalismo.

L’articolo completo sul numero in edicola.