La Sardegna di oggi per la Memoria di domani
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settembre 2016

Gli stili e le forme di ospitalità sono una delle caratteristiche della pluralità delle culture, distanti dal freddo e diffidente saluto degli urbani contemporanei. Lo afferma Pietro Clemente, forse il più importante componente di una fortunata “scuola di antropologi sardi” (tra cui Giulio Angioni, Bachisio

Fu una specie di miracolo. L’incontro tra una scelta una volta tanto azzeccata e coraggiosa da parte della politica, un gruppo di giovani laureati di talento, un imprenditore più che coraggioso, temerario. Tutto nel momento giusto: proprio quando Internet – dopo aver trascorso decenni di

In giro del mondo in solitario senza scalo. Da Cagliari a Cagliari. Prima il Mediterraneo, lo stretto di Gibilterra, il Capo di Buona Speranza, quindi in senso orario attorno all’Antartide a sud dell’Oceano Pacifico, poi Capo Horn, l’Atlantico, di Nuovo Gibilterra, di nuovo Cagliari. è

Vestirsi a festa, di sera, per andare ad ascoltare i poeti. Succede a Seneghe, cuore pulsante del Montiferru. Da più di dieci anni un rito che la gente del posto reitera con affetto, consapevole dell’eccezionalità del gesto. Si spengono i telefonini e si accende l’anima.

C'è un luogo nel Medio Campidano che improvvisamente interrompe la noiosa monotonia della pianura antropizzata. Montevecchio, circondato dalle montagne dell’Arburese, nella Sardegna sud-occidentale, è quel borgo silenzioso dove la natura si sta riprendendo gli spazi, un tempo teatro di operosità mineraria. Bastano pochi chilometri di

Gi armonici sono onde sonore che si diramano nello spazio intorno al suono fondamentale, come i cerchi che si formano quando un sasso viene gettato in acqua. La frequenza del suono viene moltiplicato creando altri suoni, l’uno dentro l’altro. La successione in cui si dispongono